Il progetto INERTEX – SISTEMI AVANZATI PER L’INERTIZZAZIONE DEI RIFIUTI è stato cofinanziato dalla Regione del Veneto. Piano Sviluppo e Coesione, sezione speciale, AREA TEMATICA PSC 1 - RICERCA E INNOVAZIONE in continuità con AZIONE (POR FESR) 1.1.4 “Sostegno alleattività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologiesostenibili, di nuovi prodotti e servizi. DGR 1800 del 15 dicembre 2021

Il progetto è stato presentato da GREEN TECH ITALY, rete d’impresa, a cui partecipano le società retiste:
Elite Ambiente srl
Chimicambiente srl
Opigeo srl
J.Liv srl

e sostenuto da Veneto Green Cluster.

Il progetto INERTEX intende affrontare la sfida della riduzione della pericolosità dei rifiuti e la sperimentazione di alcune soluzioni dimostrative finalizzate al corretto smaltimento in sicurezza, tenuto conto che non tutte le tipologie di rifiuti del catalogo CER (Catalogo europeo dei rifiuti) possono essere recuperate/riciclate, soprattutto per ciò che concerne i rifiuti pericolosi.
A tal fine, l’area che si intendere indagare è quella della miscelazione dei rifiuti; sebbene attualmente manchi una definizione in senso stretto sia a livello europeo che a livello nazionale all’interno del D.L.vo 152/2006, con il termine miscelazione di rifiuti si intende l’operazione consistente nella mescolanza, volontaria o involontaria, di due o più tipi di rifiuti aventi codici identificativi diversi generando una miscela per la quale non esiste un univoco codice identificativo.
Le miscelazioni comprendono processi di inertizzazione che producono la stabilizzazione o solidificazione con leganti idraulici (es.: cemento, calce, argilla) o reagenti organici (es.: materie termoplastiche, composti macroincapsulanti, polimeri) oppure la vetrificazione/distruzione termica del rifiuto.
L'obiettivo finale è quindi diminuire il potenziale inquinante e la pericolosità dei rifiuti, rendendoli idonei alle successive fasi di smaltimento in discarica oppure al recupero. Con queste premesse, si ritiene che il progetto INERTEX esprima due fondamentali elementi di innovazione:
1) la definizione di una metodica di processo automatica e ripetibile in contesti diversi: la semplicità del metodo coniugata all’efficacia in termini di accettabilità e utilità prevista per gli operatori, rappresenta un valore tangibile che si pensa possa innescare processi virtuosi e replicabili di trattamenti dei rifiuti a livello industriale, che andranno a limitare la produzione di rifiuti non recuperabili. Di fatto la metodica mette in atto un processo decisionale che sulla base delle matrici, dati disponibili sulla tecnica/tecnologia e della specifica applicazione, conduce ad una valutazione della sua applicabilità. Da sottolineare che le miscelazioni rappresentano, generalmente, operazioni di pretrattamento per un successivo recupero o smaltimento del rifiuto che deve essere valutato e ponderato preventivamente;
2) lo sviluppo di conoscenze specifiche relative a soluzioni di inertizzazione per la riduzione di pericolosità di determinati rifiuti, quale premessa alla definizione di BAT: attraverso casi concreti e altamente dimostrativi indicati nel WP3, si opera nella individuazione di tecniche tecnologie impiegabili, tendenti a ottenere un elevato livello di sicurezza e di protezione dell'ambiente nel suo complesso, sviluppabili su una scala che ne consenta l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi. Si tratta quindi di conoscenze specifiche che sono appunto la premessa per la definizione di vere e proprie BAT (Direttiva 96/61/CE), affrontando contestualmente le problematiche pratiche legate allo stoccaggio, carico, trasporto e scarico dei rifiuti prodotti.livello di sicurezza e di protezione dell'ambiente nel suo complesso, sviluppabili su una scala che ne consenta l'applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi. Si tratta quindi di conoscenze specifiche che sono appunto la premessa per la definizione di vere e proprie BAT (Direttiva 96/61/CE), affrontando contestualmente le problematiche pratiche legate allo stoccaggio, carico, trasporto e scarico dei rifiuti prodotti.

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