Il Circularity Gap Report 2026 introduce il concetto di Value Gap: quanto valore economico viene distrutto o disperso da un sistema lineare attraverso sprechi energetici, perdite di processo, sprechi alimentari, fine vita prematuro dei prodotti e deterioramento degli asset. Il rapporto stima una perdita globale evitabile nell'ordine di 25,4 trilioni di euro l'anno. È una svolta concettuale interessante per le imprese: l'economia circolare viene presentata come strategia per trattenere valore economico, non semplicemente per ridurre rifiuti.

Il Rapporto ICESP 2026 censisce 253 buone pratiche, di cui 245 realizzate in Italia. I settori più rappresentati sono agroalimentare, tessile ed edilizia; 66 casi riguardano direttamente la produzione, 60 la gestione dei rifiuti e 55 la fornitura di materie prime seconde. Particolarmente interessante il peso delle biotecnologie circolari: 74 casi, circa il 30% del totale, legati fra l'altro alla valorizzazione delle biomasse, al recupero di risorse e allo sviluppo di nuovi materiali bio-based

Nike ha presentato le divise 2026 delle proprie nazionali realizzate, per la prima volta nella propria linea elite performance, con 100% di rifiuti tessili trasformati in nuovo poliestere attraverso riciclo chimico avanzato. Le maglie sono state sviluppate per le competizioni internazionali del 2026 e abbinate alla tecnologia Aero-FIT. È un caso interessante perché mostra come il textile-to-textile recycling stia cercando di uscire dalla nicchia e dimostrare di poter garantire anche prestazioni tecniche elevate, non soltanto benefici ambientali.

La Banca europea per gli investimenti e Iren hanno sottoscritto un finanziamento da 225 milioni di euro per il programma 2025-2028 della multiutility. Una parte rilevante riguarda economia circolare e gestione dei rifiuti: nuovi sistemi di raccolta, mezzi, centri di riciclo e infrastrutture per modelli Pay-As-You-Throw. Gli interventi interessano soprattutto Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria, oltre a Toscana e altri territori. È un segnale importante perché mostra che la circolarità sta diventando una vera categoria di investimento infrastrutturale.

Circulose ha annunciato il riavvio dello stabilimento di Ortviken, a Sundsvall, il primo impianto industriale al mondo dedicato al riciclo chimico tessile-tessile. La produzione della polpa CIRCULOSE®, ottenuta interamente da tessili di cotone dismessi, dovrebbe riprendere nel quarto trimestre 2026. Lo stabilimento ha una capacità annua dichiarata di 60.000 tonnellate e il rilancio è supportato da impegni di acquisto di 11 brand. Il dato interessante è proprio il passaggio dalla fase pilota alla scala industriale, uno dei problemi principali del riciclo tessile avanzato.