In questa pagina sono pubblicati articoli di divulgazione scientifica relativi a tematiche di attualità nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità. L’obiettivo è trasferire nozioni e ricerche accademiche in forma accessibile e di facile comprensione ad un ampio pubblico.

Gli autori sono ricercatori che operano all’interno di università o imprese e che sono coinvolti direttamente in studi o progetti di ricerca e sviluppo.

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Le batterie al litio, anche quando esauste, possono essere considerate una fonte di ricchezza. Al loro interno è possibile trovare vari metalli preziosi da recuperare.I metodo classici utilizzati per recuperare i metalli all'interno delle batterie sono principalmente due. Il primo prevede l'utilizzo di temperature che vanno oltre i 500°C, così da fondere i metalli per il successivo recupero. Questa tecnica però, oltre a essere particolarmente energivora, causa la produzione di gas tossici. Il secondo metodo consiste nell'idrometallurgia: il processo prevede la triturazione del rifiuto e la successiva reazione del materiale con sostanze acide arricchite in perossido di idrogeno. Come nel primo caso, anche con l'idrometallurgia si ha la formazione di gas nocivi.Una terza, possibile,...

Uno dei problemi più grandi quando si parla di auto elettriche riguarda i difficili e costosi processi di smaltimento e/o recupero delle batterie al litio necessarie per l'alimentazione. Una risposta alternativa a questa problematica arriva da un gruppo di ricercatori del dipartimento di ingegneria ambientale dell'Università Federale dell'Espìrito Santo, in Brasile.Il team di scienziati, guidati da Gilberto Maia de Brito, è riuscito a dimostrare un nuovo approccio per la sintesi di carburante dagli oli di cottura esausti. Il principio su cui si basa il lavoro è quello di utilizzare una fonte innovativa di catalizzatori, idrossidi di litio-sodio litio-potassio contenuti, appunto, nelle batterie al litio, per produrre, in combinazione con gli oli, biodiesel.Il lavoro ha previsto la...

Il decreto ministeriale n. 78/2020 è stato pubblicato in GU n.182 del 21 luglio 2020 e la sua entrata in vigore è prevista per 5 agosto prossimo venturo.Il decreto, riguardante la gomma vulcanizzata proveniente dagli pneumatici fuori uso, stabilisce per quali criteri la gomma derivante dagli pneumatici cessa di essere qualificata come rifiuto. Le novità sono varie e riguardano più aspetti della lavorazione del PFU.È presente l'obbligo di verifica qualitativa e di campionamenti al fine di identificare eventuali inquinanti negli pneumatici in ingresso. I materiali accettati per la produzione di gomma vulcanizzata granulare si limitano a: PFU intero o frantumati anche a seguito di trattamento meccanico e a sfridi di gomma vulcanizzata provenienti dalla produzione di nuovi pneumatici o da...

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 177 del 15 luglio 2020, il D.M. 11 giugno 2020 del MISE istituisce un fondo di 140 milioni di euro destinati a progetti di ricerca industriale e sviluppo per una riconversione circolare dei sistemi produttivi.Le risorse sono disponibili per qualunque impresa, di qualunque dimensione. In particolare l'accesso ai fondi è consentito a: le imprese che esercitano in via prevalente le attività di cui all'articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n.443 le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale le imprese che esercitano in via prevalente le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell'articolo 2195 del codice civile, in...

Il PET - Polietilene Tereftalato - è la seconda tipologia di plastica più utilizzata in tutto il mondo. La raccolta, con il successivo trattamento di recupero, rappresenta un mercato già ben radicato in varie aree, principalmente in Europa, Stati Uniti e Giappone e oggigiorno sta prendendo il via anche in Cina.La lavorazione tradizionale dei rifiuti in PET ha per sua natura dei limiti e comporta delle problematiche non di poco conto. Innanzi tutto il trattamento, al giorno d'oggi, avviene esclusivamente mediante processi meccanici finalizzati al riutilizzo del materiale. Il prodotto, tramite questa lavorazione, tende naturalmente a degradarsi; se a questo aggiungiamo l'eterogeneità dei rifiuti solidi in plastica e la difficoltà nel separarne i vari tipi, il prodotto finale sarà di...