In questa pagina sono pubblicati articoli di divulgazione scientifica relativi a tematiche di attualità nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità. L’obiettivo è trasferire nozioni e ricerche accademiche in forma accessibile e di facile comprensione ad un ampio pubblico.

Gli autori sono ricercatori che operano all’interno di università o imprese e che sono coinvolti direttamente in studi o progetti di ricerca e sviluppo.

E’ possibile inviare alla redazione di Veneto Green Cluster eventuali richieste di pubblicazioni utilizzando il Modulo contatti (menù Contatti). La redazione contatterà direttamente l’autore riservandosi di definire condizioni e durata della pubblicazione

 

Accogliendo il ricorso promosso da Regione Lombardia, con una recentissima sentenza n. 75 del 12 aprile scorso, la Corte Costituzionale si è pronunciata in tema di miscelazione dei rifiuti, dichiarando l’illegittimità costituzionale della norma di cui al comma 3-bis dell’art. 187, D.Lgs. 152/2006, con ciò determinando il possibile verificarsi di conseguenze di non poco conto, sul piano della prassi operativa.

Nella sentenza 28 febbraio 2018, n. 1229, il Consiglio di Stato ha sancito che, con riferimento all’art. 6 della Direttiva Quadro Rifiuti (Dir. 2008/98/CE), i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto, in mancanza di provvedimenti comunitari, possono essere definiti dal singolo Stato membro, il quale non può tuttavia attribuire questo potere ad enti/organizzazioni interne; ciò significa, per l’Italia, non poter delegare le Regioni.

Secondo le statuizioni della nota sentenza del Consiglio di Stato 28 febbraio 2018, n.1229, basata su un’interpretazione restrittiva dell’art. 6 della Direttiva Quadro Rifiuti 2008/98/CE, i criteri per la cessazione della qualifica di rifiuto (End of Waste), in mancanza di provvedimenti comunitari, sono definiti dal singolo Stato membro, che può “decidere caso per caso” senza possibilità di attribuire tale potere agli enti locali decentrati (Regioni -o Province delegate-, competenti al rilascio delle autorizzazioni previste per gli impianti di trattamento e recupero rifiuti): diversamente, ne deriverebbe un contrasto con l’art. 6 della citata Direttiva e risulterebbe violato il principio della ripartizione costituzionale delle competenze fra Stato e Regioni.

Dal 15 agosto 2018 entrerà in vigore il nuovo ambito di applicazione “aperto” della normativa RAEE (cd “open scope”), tale da ricomprendere tutte le AEE immesse sul mercato italiano  (fatte salve alcune specifiche esclusioni): ciò è quanto previsto dal D. Lgs. 49/2014 (all’art. 2), emanato in recepimento della Direttiva 2012/19/UE e contenente la normativa nazionale in materia di RAEE.

  Materie Plastiche   I materiali plastici sono ampiamente utilizzati nella vita di tutti i giorni e si riscontra la loro presenza in tessuti, nell’elettronica, nei prodotti di igiene e negli imballaggi. Le plastiche sintetiche sono costituite da composti organici artificiali o semi-artificiali. Le proprietà di resistenza meccanica, flessibilità e durabilità hanno reso le plastiche un materiale indispensabile per la società. Esse pongono tuttavia diverse problematiche dal punto di vista ambientale: Il loro conferimento in discarica determina l’esaurimento delle stesse con conseguente aumento dei costi di smaltimento; Il loro incenerimento produce sostanze tossiche e gas serra che contribuiscono all’inquinamento e al cambiamento climatico; La plastica si accumula negli oceani,...