In questa pagina sono pubblicati articoli di divulgazione scientifica relativi a tematiche di attualità nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità. L’obiettivo è trasferire nozioni e ricerche accademiche in forma accessibile e di facile comprensione ad un ampio pubblico.

Gli autori sono ricercatori che operano all’interno di università o imprese e che sono coinvolti direttamente in studi o progetti di ricerca e sviluppo.

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Se un batterio produce un pigmento, come possiamo usarlo per tinteggiare i tessuti? Questa la domanda da cui Faber Futures Lab, agenzia che opera coniugando natura, design, tecnologia e società, è partita per andare incontro alle esigenze sempre più green che coinvolgono il settore tessile.L'industria tessile è tra le più importanti a livello di occupazione in Italia. Secondo i dati ISTAT, nel 2016 gli addetti ammontavano ad oltre tre milioni e mezzo.L'impatto ambientale generato è altresì forte: si stime che per tinteggiare una tonnellata di tessuto vengano usate circa duecento tonnellate d'acqua, utilizzando coloranti chimici inquinanti. Se si considera che la produzione mondiale stimata ammonta a circa 80 miliardi di capi all'anno, di cui una parte finisce per essere conferita in...

Tramite una collaborazione tra LanzaTech, Total e L'Oréal, è stato sviluppato un nuovo sistema per produrre bottiglie in plastica. Il punti di partenza è lo sfruttamento delle emissioni di anidride carbonica tramite un processo, suddiviso in tre passaggi, uno per partner, che converte le emissioni industriali in packaging sostenibile e economico.Il primo passaggio è gestito da LanzaTech, realtà presente in tutto il mondo che, tra le varie attività, cattura e ricicla il carbonio dei gas di scarico. In questo caso LanzaTech cattura le emissioni di anidride carbonica di un'acciaieria tramite tecniche CCU - Carbon Capture Utilization - e le converte in etanolo. Il processo richiede l'utilizzo di batteri aceto genici: questi batteri sono in grado di vivere nei substrati di CO2 e di H2,...

La transizione energetica passa anche dai rifiuti. Lo sa bene NextChem, società del Gruppo Marie Tecnimont, operante nel settore della chimica verde e, appunto, della transizione energetica.Dopo il lancio di MyReplastTM la società va ad allargare ulteriormente la sua visione circolare, tramite la creazione di MyRechemical, controllata operante nel settore delle tecnologie Waste to Chemical. L'obiettivo è quello di trasformare i vari scarti in prodotti chimici di valore e in carburanti circolari, generando un basso impatto carbonico e ambientale.Il punto di partenza di questo processo è la gassificazione, un processo di ossidazione parziale in cui, tramite la reazione ottenuta tra materiale ricco in carbonio e ossigeno ad alta temperatura, si ottiene una gas noto come syngas o gas di...

Arriva da ENEA un nuovo processo per il recupero dei pannelli fotovoltaici a fine vita, processo con un basso impatto ambientale e a basso consumo di energia. Il progetto nasce dalla necessità di affrontare il sempre crescente numero di rifiuti costituiti dai pannelli fotovoltaici e la loro gestione. Questo lo scopo per cui Marco Tammaro, responsabile del laboratorio per il Riuso, Riciclo, il Recupero e la valorizzazione di Rifiuti e Materiali, ha lavorato alla ricerca di questa nuova metodologia. Il brevetto vede i diritti condivisi al 50% con la start-up Beta-Tech Srl, partner di progetto.Il processo consiste in un trattamento termico, atto ad "ammorbidire" gli strati polimerici dei pannelli, e un successivo trattamento meccanico a "strappo". L'idea nasce dalla struttura a strati dei...

Arriva dagli scarti delle arance una nuova tipologia di pannello isolante. Matteo Vitale, dottorando in Valutazione e Mitigazione dei Rischi Urbani del Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura dell'Università di Catania, supportato dal tutor didattico Santi Maria Cascone, è riuscito a sviluppare questo innovativo metodo capace di coniugare le arance e il mondo dell'edilizia.Gli agrumi, in particolare le arance rosse siciliane, sono uno dei simboli della città etnea; nella piana di Catania, grazie anche al terreno fertile donato dal vulcano, ne vengono coltivate a migliaia. Da qui l'idea di trovare un modo per utilizzare gli scarti della lavorazione del frutto: infatti, una volta estratto il succo, restano le bucce, i semi e la polpa, che rappresentano all'incirca metà del peso di...